mercoledì 4 luglio 2012

città del mondo





"un clamore si era alzato dalla città insieme a centinaia di gazze e di cornacchie che avevano lasciato di colpo le rocce sparse tra i tetti. O erano campanili ch'esse avevano lasciato? Certo nella musica ferma al centro del cielo sembravano che scalpitassero anche i metalli di uno scampanio. Le cornacchie andarono a posarsi, in turbini di foglie nere, sulle rocce che sovrastavano i quartieri delle pendici. Batuffoli di fumo galleggiavano in faccia a balconi zeppi di folla giú tra i luoghi da cui era cominciato il loro volo. Più avanti nella scia del loro percorso s'erano invece palesati zaffiri e ametiste di palloncini che sballottavano, e ancora aquiloni che si contorcevano qua e là, un secondo, un terzo, un quarto, un quinto, tutti con la coda inanellata come il topazio del primo, ripigliando tutti quota nell'aria sconvolta dalla raffica di tante ali. Ora le cornacchie strepitavano affacciate dai cornicioni di roccia. Esplodevano gradinate, esplodevano cancellate, esplodevano e si incendiavano schiere di palloni variopinti saliti a dondolarsi nel cielo, e le cornacchie erano sempre là sopra che strepitavano.
Infine accadde che esplosero le cinquantamila mani della folla di cui brulicava la piazza; allora lo strepito delle cornacchie fu anche di fanciulli, e di trombette e fischietti ch'essi suonavano; e Rosario poté distinguere sui ballatoi, o in cortili o su pianerottoli di scale all'aperto, figure che sventolavano un fazzoletto salutando come un treno, dove in gruppi dove isolate. La donna del forno si tirato dalla scollatura del vestito il fazzoletto col quale salutava. Essi si teneva sulla punta dei piedi al centro del suo cortile e saltava alle case più in alto e a quelle più in basso. "Come devono essere contenti in questa città!" esclamò Rosario."

da "Le città del mondo" di Elio Vittorini, ed. Arnoldo Mondadori, 1991 

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